23/08/2007

Chi mi ama mi segua

(ma pure chi mi odia, non ho pregiudizi io...)
31/07/2007

Guardo ancora quella foto. Ritrovata tra i cd. Ho i capelli lunghi.
Un'occhiata al vetro che riflette il mio volto e guardo i miei capelli corti.
Un cambiamento.
Non sono più quella della foto.
Passato: capelli lunghi. Presente capelli corti.

Mi sono tagliata i capelli per cambiare faccia, per sembrare una diversa.
Ma non è semplice. Uffa.
I chili di troppo sono lì, gli occhiali sono ancora quelli. Non è abbastanza tagliare i capelli.

Aspetta.
Il cuore.
Il cuore è cambiato.
Prima batteva forte.
Scandiva un ritmo pazzo in quell'attimo in cui quei corpi vivaci e giovani si avvicinavano per rimare intrappolati nell'obiettivo.

Ora il battito è flebile. Aumenta in attimi diversi: in una giornata di sole in piscina o in una giornata oziosa tra i cuscini...
Ma per tutto il tempo è appena percepibile. E' il battito di un cuore che lotta per la sopravvivenza, che si aggrappa alla speranza di una cura dell'ultimo minuto, precario.

Lo sento esplodere quando la mente va da sola in certi posti, in certi luoghi, in certe parole.
Vorrei non far sentire a chi mi sta vicino con il suo calore sincero, il dolore reale che provo, perciò dissimulo scherzandoci sopra, prendendomi in giro da sola, anche se in quel momento quello che vorrei fare sarebbe solo chiudere gli occhi e perdermi tra le braccia di qualcuno. Di qualcuno che mi salvi.
Di qualcuno che mi liberi.

Mai, mai nella mia vita mi sono sentita così nuda. Così vulnerabile.
Come se la mia pelle così esposta potesse bruciare da un momento all'altro, per un motivo qualsiasi, in un attimo.

Per questo non è bastato aver tagliato i capelli.
C'è altro da tagliare.


Stringimi madre,
ho molto peccato,
ma la vita è un suicidio,
l'amore un rogo
e voglio un pensiero superficiale
che renda la pelle splendida.

Senza un finale che faccia male
coi cuori sporchi
e le mani lavate.
A salvarmi,
vieni a salvarmi,
salvami,
bacia il colpevole
se dice la verità..

Ma sì...

Passo le notti,
nero e cristallo,
a sceglier le carte
che giocherei
a maledire certe domande
che forse era meglio
non farsi mai


e voglio un pensiero superficiale
che renda la pelle splendida

 

postato da: Sweetmadness alle ore 31/07/2007 02:42 | link | commenti (1)
categorie: me myself and i, music is the best lover
18/07/2007

Era dai tempi di I'm with you che Avril Lavigne non riusciva a farmi emozionare con la sua musica. Sono contenta ci sia riuscita proprio con questa canzone, in questo periodo.

I always needed time on my own
I never thought I'd need you there when I cry
And the days feel like years when I'm alone

And the bed where you lie is made up on your side

When you walk away I count the steps that you take
Do you see how much I need you right now


When you're gone
The pieces of my heart are missing you
When you're gone
The face I came to know is missing too
When you're gone
The words I need to hear to always get me through the day and make it ok
I miss you


I've never felt this way before
Everything that I do reminds me of you

And the clothes you left, they lie on the floor
And they smell just like you, I love the things that you do

We were made for each other
Out here forever
I know we were, yeah
All I ever wanted was for you to know
Everything I'd do, I'd give my heart and soul
I can hardly breathe I need to feel you here with me, yeah




E vabè... anche oggi è andata...
postato da: Sweetmadness alle ore 18/07/2007 23:30 | link | commenti (1)
categorie: me myself and i, music is the best lover

Chi sono

Utente: Sweetmadness
Nome: Ile
Non è che la vita vada come tu te la immagini. Fa la sua strada. E tu la tua. Io non è che volevo essere felice, questo no. Volevo... salvarmi, ecco: salvarmi. Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri. Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l'onestà, essere buoni, essere giusti. No. Sono i desideri che salvano. Sono l'unica cosa vera. Tu stai con loro, e ti salverai. Però troppo tardi l'ho capito. Se le dai tempo, alla vita, lei si rigira in un modo strano, inesorabile: e tu ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti del male. E' lì che salta tutto, non c'è verso di scappare, più ti agiti più si ingarbuglia la rete, più ti ribelli più ti ferisci. Non se ne esce. Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare. Con tutta la forza che avevo. Mi sono fatta tanto di quel male che tu non puoi nemmeno immaginare.

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